Muratore PalermoManuale del mestiere

Parte secondaTecnicaCapitolo II.7

Aprire un vano in un muro portante: progetto, cerchiatura e lavoro del muratore

Perché aprire un muro portante richiede calcolo e titolo, che cosa verifica l'ingegnere, come si puntella e si posa una cerchiatura, i segni di errore.

Di Redazione di Muratore PalermoPubblicato il Aggiornato il

In breve

Aprire un vano in un muro portante toglie muratura che reggeva carichi e irrigidiva l'edificio. Per le NTC 2018 e la Circolare n. 7 del 2019 resta un intervento locale solo se un progetto dimostra che rigidezza, resistenza alle azioni orizzontali e capacità di deformazione non cambiano in modo significativo, di solito grazie a una cerchiatura. Il muratore puntella, apre per fasi, posa architrave e telaio e li collega al muro, sotto la direzione di un tecnico.

1Che cosa si toglie quando si apre un muro

Un muro portante fa due lavori. Il primo si vede: regge i solai, la copertura e i muri dei piani di sopra. Il secondo no: insieme agli altri muri e ai solai forma una scatola che resiste alle spinte orizzontali, quelle del vento e soprattutto del terremoto. Le Norme tecniche per le costruzioni del 2018 lo dicono per gli edifici in muratura: tutte le pareti devono svolgere, per quanto possibile, sia la funzione portante sia quella di controventamento, e l'organizzazione della struttura deve assicurare un comportamento d'insieme «scatolare» (§ 4.5.4).

Un'apertura nuova toglie muratura a tutti e due i lavori. Il muro sopra il vano perde l'appoggio e deve essere sostenuto da qualcos'altro. I tratti di muro accanto, i maschi murari, diventano più stretti e quindi più deformabili e meno resistenti alle spinte laterali. Per dare un'idea dell'effetto, le stesse NTC, per gli edifici nuovi, considerano resistenti alle azioni orizzontali i pannelli di muratura non armata solo se la loro lunghezza è almeno 0,3 volte l'altezza di interpiano.

La lezione sulle costruzioni esistenti in muratura dell'Università di Trieste mette la realizzazione di aperture tra le modifiche della struttura che possono ridurne la sicurezza nel tempo, accanto al degrado dei materiali e ai cambi di destinazione d'uso. A Palermo, che l'aggiornamento della classificazione sismica approvato dalla Giunta regionale siciliana nel 2022 mantiene in zona 2, il tema riguarda quasi ogni appartamento in un palazzo in muratura.

2Perché servono un progetto e un titolo

Le NTC 2018 classificano gli interventi sulle costruzioni esistenti in tre categorie: riparazione o intervento locale, miglioramento, adeguamento (§ 8.4). L'apertura di un vano, quando è fatta bene, può restare nella prima, ma a condizioni precise.

Il § 8.4.1 dice che gli interventi locali riguardano singole parti della struttura e non devono cambiare in modo significativo il comportamento globale; il progetto può riferirsi alle sole parti interessate, ma deve dimostrare che non vengono prodotte sostanziali modifiche al comportamento delle altre parti e della struttura nel suo insieme, e che la sicurezza preesistente non diminuisce. La Circolare n. 7 del 2019, al § C8.4.1, cita proprio questo caso: la modifica di una parte limitata della struttura, «ad es. l'apertura di un vano in una parete, accompagnata da opportuni rinforzi», può rientrare tra gli interventi locali «a condizione che si dimostri che l'insieme degli interventi non modifichi significativamente rigidezza, resistenza nei confronti delle azioni orizzontali e capacità di deformazione della struttura». La relazione dei lavori deve affermare e, se necessario, dimostrare che l'intervento non ha peggiorato il comportamento degli altri elementi e dell'intera costruzione.

Ne seguono due cose. Serve un progettista abilitato, di solito un ingegnere strutturista, che firmi calcoli e relazione. E servono le pratiche: un titolo edilizio e la pratica strutturale prevista nelle zone sismiche, che in Sicilia fa capo agli uffici del Genio Civile. Quale procedura si applichi al singolo caso lo indica il tecnico incaricato; sui costi delle pratiche questo manuale non entra.

3Che cosa calcola l'ingegnere

Il progetto di una cerchiatura non è un disegno di profilati. È un confronto tra la parete com'era e la parete come sarà.

Conoscere il muro. Prima dei numeri vengono i saggi: aprire l'intonaco, capire di che cosa è fatto il muro, com'è tessuto, quanto è spesso, se è a un paramento o a due. La lezione di Trieste raccomanda di individuare cavità, nicchie e canne fumarie, perché interrompono la continuità del muro, e di verificare se sopra le aperture esistenti ci siano architravi efficienti. La Circolare del 2019 fornisce, per tipologia di muratura, valori di riferimento dei parametri meccanici (Tabella C8.5.I): per una muratura a conci regolari di pietra tenera, tufo o calcarenite, una resistenza media a compressione di 2,0-3,2 N/mm²; per una muratura in mattoni pieni e malta di calce, 2,6-4,3 N/mm². Sono valori da affinare con le indagini, ma dicono già che un muro di calcarenite è un materiale tenero, che va trattato con riguardo. Il capitolo su tufo e calcarenite a Palermo racconta questa pietra.

Il prima e il dopo. L'ingegnere calcola rigidezza, resistenza e capacità di spostamento della parete senza apertura e con l'apertura rinforzata. La Circolare, parlando degli interventi sulle pareti in muratura (§ C8.7.4), spiega che per far fronte alla diminuzione di resistenza e all'aumento di deformabilità causati da una nuova apertura può essere necessario prevedere rinforzi che collaborino con la muratura esistente attraverso opportune connessioni, ripristinando per quanto possibile la condizione della parete prima dell'apertura. È il compito della cerchiatura.

I dettagli che decidono. Dimensioni e tipo dei profilati, come si collegano tra loro, come si collegano al muro, quanto devono essere lunghi gli appoggi dell'architrave e come si distribuisce il carico sulla muratura tenera alle sue estremità, dove cadono i solai e in che direzione sono orditi, se l'apertura è allineata con quelle dei piani sopra e sotto. Le NTC raccomandano aperture allineate in verticale e avvertono che il disallineamento crea discontinuità nella trasmissione degli sforzi (§ 7.8.2.1).

Le fasi e le opere provvisionali. Il progetto dice anche come si fa: dove vanno i puntelli, in che ordine si apre, quando si possono togliere i sostegni.

4Che cosa fa il muratore, nell'ordine

Il lavoro di cantiere segue il progetto, ma ha una sequenza che si ritrova quasi sempre. Il D.Lgs. 81/2008 chiede, prima di qualunque demolizione, di verificare la stabilità delle strutture e di eseguire i rafforzamenti e i puntellamenti necessari a evitare crolli (articolo 150), e di procedere con ordine, sotto la sorveglianza di un preposto, secondo un programma scritto nel piano operativo di sicurezza (articolo 151). La sicurezza di questo genere di lavori è trattata nel capitolo sulla sicurezza nel cantiere domestico.

  1. Saggi e tracciamento. Si apre l'intonaco, si verificano spessore e tessitura, si cercano tubi, canne fumarie, vecchie aperture murate. Si tracciano sul muro l'apertura e le sedi dei profili come da progetto.
  2. Puntellamento. Puntelli sotto i solai, su entrambi i lati del muro e a ridosso della zona da aprire, appoggiati su tavoloni che distribuiscono il carico sul pavimento. Se il solaio sottostante non è in grado di portare quel carico, i puntelli proseguono al piano di sotto, secondo il progetto delle opere provvisionali.
  3. Architrave per fasi. Su una faccia del muro si apre una traccia orizzontale alla quota dell'architrave, si posa il primo profilato su un letto di malta e si rinzeppa il vuoto sopra. Quando la malta ha fatto presa, si ripete sull'altra faccia. I due profilati vengono poi collegati tra loro attraverso il muro, con bulloni passanti o piastre. Solo a questo punto il muro sopra è sostenuto.
  4. Apertura controllata. Si taglia e si demolisce la muratura sotto l'architrave, dall'alto verso il basso, con attrezzi che non scuotono il muro: taglio con disco o filo, scalpello, non colpi di mazza né demolitori pesanti. Murature e macerie si bagnano per contenere la polvere.
  5. Montanti e traverso. Si posano i profili verticali ai lati e, se previsto, il traverso in basso, collegati all'architrave a formare un telaio chiuso, e si collegano alla muratura con i connettori di progetto. I vuoti tra profili e muro si riempiono di malta: un telaio che non tocca il muro non lavora.
  6. Disarmo. I puntelli si tolgono solo quando le malte hanno raggiunto la resistenza prevista dalla loro scheda e il direttore dei lavori lo consente, gradualmente.
  7. Finiture. Protezione dei profili contro la ruggine, rete porta intonaco sopra i profili prima dell'intonaco, perché acciaio e muratura si muovono in modo diverso.

5La voce di preventivo

La voce di preventivoTav. 1

SIC24_21.2.8, punto 2 · unità di misura: m³Architrave in un setto murario portante, con profilati in acciaio S275 tipo IPE, al m³

AMateriale
profilati in acciaio S275 tipo IPE a doppia T, calcestruzzo C28/35 con additivo antiritiro per gli appoggi, mattoni o laterizi per il riempimento
BManodopera
taglio e demolizione in breccia della muratura, casseforme, posa dei profilati, realizzazione degli appoggi, riempimento
CSmaltimento
carico delle macerie sul cassone di raccolta compreso; il trasporto a rifiuto è escluso dalla voce
DEscluso
trasporto a rifiuto; puntellature, che il prezzario tratta come voci proprie nel capitolo 26; montanti e traverso di un'eventuale cerchiatura completa; progetto, direzione lavori e pratiche

Prezzo2.057,78 € al m³, di cui 15,29% di incidenza della manodopera; la stessa voce con armatura in acciaio B450C e calcestruzzo vale 1.385,40 € al m³

FontePrezzario unico regionale per i lavori pubblici in Sicilia 2024, prorogato al 31 dicembre 2026. Prezzo per opere pubbliche, con spese generali e utile d'impresa compresi

Accanto a questa voce, in un preventivo completo, ci sono di solito almeno altre due righe. Il taglio della muratura per l'apertura del vano, che il prezzario misura a metro cubo (voce SIC24_21.1.1). E le puntellature: il prezzario ne descrive una in legname, misurata in metri quadrati di proiezione orizzontale per il primo anno (voce SIC24_26.1.20), e una con tubi e giunti metallici, misurata in metri cubi vuoto per pieno (voce SIC24_26.1.22). Se in un preventivo i puntelli non compaiono, chiedete dove sono.

6I segni di un lavoro fatto male

Alcuni si vedono subito, altri nelle settimane successive.

  • Lesioni dagli angoli della nuova apertura, inclinate verso l'alto o verso il basso: la parete si sta deformando più del previsto.
  • Crepe sopra l'architrave che salgono. Il manuale AeDES della Protezione Civile avverte che una lesione che parte dall'architrave, attraversa la fascia di piano e trova corrispondenza ai piani superiori è il sintomo probabile di un meccanismo non più locale.
  • Porte che ai piani di sopra non chiudono più, pavimenti che si abbassano vicino al muro, fessure nuove nei tramezzi sopra il vano.
  • Vuoti tra profili e muratura, che si sentono battendo o si vedono prima dell'intonaco.
  • Un telaio diverso dal progetto: profili più piccoli, montanti mancanti, traverso omesso, saldature di cantiere non previste.
  • Puntelli tolti il giorno dopo, o mai messi.
  • Nessun documento: nessun progetto firmato, nessun direttore dei lavori, nessuna relazione.

Se compare una crepa nelle settimane dopo il lavoro, fotografatela con la data e segnalatela subito al direttore dei lavori. Come si legge e si tiene d'occhio una lesione è spiegato nel capitolo su quali crepe nei muri preoccupano.

7Il caso delle murature in calcarenite

Nei palazzi del centro di Palermo i muri portanti sono spesso in conci di calcarenite e malta di calce, a volte a due paramenti con un riempimento interno. È una muratura che sopporta male urti e vibrazioni: il taglio va fatto con attrezzi che non scuotono il muro, i profilati devono appoggiare su una superficie ampia e regolarizzata, perché la pietra tenera si schiaccia sotto carichi concentrati, e i collegamenti vanno pensati per un materiale che non tiene come il calcestruzzo. Dove il muro è a due paramenti, i saggi devono chiarire se sono collegati tra loro, perché il telaio deve lavorare con tutto lo spessore.

Per chi vuole vedere come un'impresa presenta lavori di questo tipo, esiste la pagina su tetti e strutture di Terra Nostra Costruzioni: la citiamo come riferimento editoriale, non come raccomandazione, e la redazione non ha valutato l'impresa.