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Parte terzaMestiereCapitolo III.4

La sicurezza nel cantiere di casa: PSC, coordinatore, POS e ponteggi

Quando un lavoro in casa richiede coordinatore, PSC e notifica preliminare, il POS di ogni impresa, ponteggi, polveri e doveri del committente.

Di Redazione di Muratore PalermoPubblicato il Aggiornato il

In breve

Anche ristrutturare un appartamento è un cantiere per il Titolo IV del D.Lgs. 81/2008. Ogni impresa redige il proprio POS, anche se lavora da sola. Con più imprese, anche in tempi diversi, il committente nomina un coordinatore per la sicurezza, che redige il PSC, e invia la notifica preliminare, dovuta anche con una sola impresa se i lavori arrivano a 200 uomini-giorno. Sono le regole del testo vigente nel 2026.

1Anche un appartamento è un cantiere

Il Titolo IV del D.Lgs. 81/2008, il testo unico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, si applica ai «cantieri temporanei o mobili». L'articolo 89 li definisce come qualunque luogo in cui si effettuano i lavori edili elencati nell'allegato X, e l'allegato X comprende la costruzione, la manutenzione, la riparazione, la demolizione, il risanamento, la ristrutturazione e il rinnovamento di opere in muratura. Rifare un bagno, demolire un tramezzo, intonacare una facciata: sono cantieri, anche se si svolgono tra un divano e una cucina.

Le regole cambiano con la dimensione del lavoro e con il numero di imprese, e il punto di partenza per capire quali si applicano è sempre lo stesso: quante imprese entreranno in casa, e per quanto lavoro. Il testo vigente del decreto è consultabile su Normattiva; le indicazioni che seguono valgono per il 2026.

2Le figure, in breve

  • Committente: voi, cioè il soggetto per conto del quale l'opera viene realizzata.
  • Responsabile dei lavori: un professionista a cui il committente può affidare i propri compiti; il committente è esonerato dalle responsabilità nei limiti dell'incarico.
  • Coordinatore per la progettazione (CSP) e coordinatore per l'esecuzione (CSE): professionisti con requisiti specifici, nominati dal committente quando servono. Il coordinatore per l'esecuzione non può essere il datore di lavoro delle imprese né un loro dipendente.
  • Impresa affidataria: quella che firma il contratto con voi e che può avvalersi di subappaltatori.
  • Impresa esecutrice: ogni impresa che lavora fisicamente in cantiere con mezzi e persone proprie.
  • Lavoratore autonomo: chi contribuisce all'opera senza vincolo di subordinazione, come l'artigiano che lavora da solo.

3Quando servono coordinatore e PSC

L'articolo 90 è chiaro: nei cantieri in cui è prevista la presenza di più imprese esecutrici, anche non contemporanea, il committente designa il coordinatore per la progettazione e, prima di affidare i lavori, il coordinatore per l'esecuzione. Lo stesso vale se, dopo aver affidato il lavoro a un'unica impresa, una parte viene poi affidata ad altre.

Le due parole «anche non contemporanea» sono quelle che sorprendono di più. L'impresa edile rifà il bagno a marzo, l'elettricista di un'altra ditta arriva ad aprile: sono due imprese esecutrici nello stesso cantiere, e il coordinatore serve.

Per i lavori privati c'è una semplificazione, al comma 11: se i lavori non sono soggetti a permesso di costruire e sono comunque di importo inferiore a 100.000 euro, il coordinatore per la progettazione non va nominato e le sue funzioni le svolge il coordinatore per l'esecuzione. In quel caso è il coordinatore per l'esecuzione a redigere il piano di sicurezza e di coordinamento.

Il PSC, piano di sicurezza e di coordinamento, è disciplinato dall'articolo 100: una relazione tecnica e prescrizioni commisurate alla complessità dell'opera e alle sue fasi critiche, con la stima dei costi della sicurezza e almeno una planimetria dell'organizzazione del cantiere. È parte integrante del contratto d'appalto, e imprese e lavoratori autonomi sono tenuti ad attuarlo.

4Il POS di ogni impresa

Il POS, piano operativo di sicurezza, è un'altra cosa. Lo redige il datore di lavoro di ogni impresa esecutrice per il singolo cantiere, e l'articolo 96 lo richiede «anche nel caso in cui nel cantiere operi una unica impresa, anche familiare o con meno di dieci addetti». Descrive come quell'impresa lavorerà in quel cantiere: chi, con quali attrezzature, con quali protezioni, in quale sequenza.

Quando ci sono più imprese, ciascuna trasmette il proprio POS all'impresa affidataria, che ne verifica la coerenza con il proprio e lo passa al coordinatore per l'esecuzione. Secondo l'articolo 101, i lavori iniziano solo dopo l'esito positivo di queste verifiche, da fare entro 15 giorni dalla ricezione.

Al committente conviene chiedere una copia del POS anche quando lavora una sola impresa: è il documento in cui si vede se l'impresa ha pensato a come lavorare in quella casa, oppure se ha presentato un modulo generico.

5La notifica preliminare

L'articolo 99 chiede al committente di trasmettere, prima dell'inizio dei lavori, la notifica preliminare all'azienda sanitaria e all'ufficio territoriale del lavoro competenti in tre casi:

  1. cantieri con più imprese esecutrici, anche non contemporanee;
  2. cantieri che lo diventano per varianti in corso d'opera;
  3. cantieri con un'unica impresa la cui entità presunta non sia inferiore a 200 uomini-giorno.

Gli uomini-giorno sono la somma delle giornate di lavoro previste per tutte le persone, anche autonome: cinque persone per quaranta giorni fanno 200 uomini-giorno. La notifica, il cui contenuto è fissato dall'allegato XII, riporta tra l'altro indirizzo, committente, coordinatori, date, durata, numero massimo di lavoratori e imprese. Una copia va affissa in modo visibile in cantiere. L'articolo 90 aggiunge che il committente trasmette la notifica, insieme al DURC delle imprese, anche all'amministrazione che rilascia il titolo edilizio. Le carte da chiedere alle imprese sono il tema del capitolo su DURC, assicurazione e idoneità.

Situazione Coordinatore e PSC POS Notifica preliminare
Una sola impresa, sotto 200 uomini-giorno no sì, dell'impresa no
Una sola impresa, 200 uomini-giorno o più no sì sì
Più imprese, anche in tempi diversi sì sì, uno per impresa sì

Il lavoratore autonomo che lavora da solo, senza dipendenti, non redige un POS, che è un documento del datore di lavoro; deve però rispettare il PSC quando c'è e presentare i documenti di idoneità previsti per lui.

6Ponteggi e lavori in quota

Per la legge è lavoro in quota quello che espone al rischio di caduta da oltre 2 metri rispetto a un piano stabile (articolo 107). In questi lavori, dice l'articolo 122, servono impalcature, ponteggi o altre opere provvisionali adeguate, che eliminino il pericolo di caduta di persone e di cose.

Per i ponteggi il datore di lavoro deve far redigere da una persona competente un piano di montaggio, uso e smontaggio, il PiMUS (articolo 136). Il ponteggio va montato e smontato sotto la sorveglianza di un preposto, da lavoratori formati, e le parti non pronte all'uso vanno segnalate e rese inaccessibili. Per chi guarda dalla strada, alcuni segni si vedono: parapetti su tutti i piani di lavoro, tavole accostate senza vuoti, basi appoggiate su superfici stabili, reti o teli che trattengono il materiale verso la strada.

Una scala appoggiata a un balcone o un trabattello senza parapetti per lavorare sotto una gronda a quattro metri non sono soluzioni: sono il genere di situazione da cui nascono gli infortuni gravi in edilizia.

7Demolizioni, polvere e macerie

Le demolizioni hanno regole proprie, e valgono anche per un tramezzo o per l'apertura di un vano. Prima di iniziare va verificato lo stato di conservazione e di stabilità delle strutture, e vanno fatte le opere di rafforzamento e di puntellamento necessarie a evitare crolli (articolo 150). I lavori procedono con ordine, sotto la sorveglianza di un preposto, senza compromettere la stabilità delle strutture portanti o adiacenti, e la successione dei lavori deve risultare da un programma contenuto nel POS (articolo 151). Che cosa significa in pratica lo spiega il capitolo su come aprire un vano in un muro portante.

Il materiale di demolizione non si getta dall'alto: si porta giù o si convoglia in canali chiusi, la cui estremità inferiore non deve stare a più di 2 metri dal piano di raccolta (articolo 153). Lo stesso articolo chiede di ridurre il sollevamento della polvere bagnando murature e macerie.

La polvere non è solo un fastidio. Demolire, tagliare e forare murature e calcestruzzo libera silice cristallina respirabile. Dal 24 giugno 2020, con il D.Lgs. 44/2020, i lavori che espongono alla polvere di silice cristallina respirabile generata da un procedimento di lavorazione rientrano tra quelli con agenti cancerogeni; l'ANCE, nella sua nota del giugno 2020, ricorda che il valore limite resta di 0,1 mg/m³ e che le imprese edili devono aggiornare la valutazione dei rischi. In una casa abitata vuol dire tagli ad acqua o con aspirazione, stanze isolate con teli, maschere adeguate per chi lavora e, per chi abita, stare lontano dalla polvere.

8Che cosa tocca al committente

Il committente non deve sapere come si monta un ponteggio, ma ha doveri precisi:

  • verificare l'idoneità di imprese e lavoratori autonomi, DURC e patente a crediti compresi, anche se lavora un'unica impresa (articolo 90, comma 9);
  • nominare i coordinatori quando lavorano più imprese, prima di affidare i lavori, e comunicarne i nomi alle imprese e sul cartello di cantiere;
  • inviare la notifica preliminare quando prevista e trasmettere i documenti all'amministrazione che rilascia il titolo;
  • verificare che i coordinatori facciano il loro lavoro: per l'articolo 93, nominarli non esonera il committente da questa verifica.

Le violazioni hanno sanzioni proprie. L'articolo 157 prevede l'arresto o l'ammenda per il committente che non nomina i coordinatori quando servono o non verifica l'idoneità delle imprese, e sanzioni amministrative per altri inadempimenti. La Corte di Cassazione, nella sentenza n. 40064 del 2022, ha ricordato che per valutare la responsabilità del committente privato in caso di infortunio si guarda ai criteri con cui ha scelto l'impresa, alla sua ingerenza nei lavori e alla percepibilità immediata delle situazioni di pericolo.

Il resto spetta alle imprese: i datori di lavoro, anche quando l'impresa è unica, familiare o con meno di dieci addetti, devono recintare e segnalare il cantiere, accatastare i materiali in modo che non crollino, proteggere i lavoratori dalle intemperie, rimuovere correttamente i materiali pericolosi e gestire detriti e macerie (articolo 96). Chi fa che cosa in un cantiere, e dove finisce il lavoro del muratore, è descritto nel capitolo su che cosa fa un muratore.

9Una lista per il primo giorno

  1. Contare le imprese che entreranno in casa, anche in momenti diversi, e stimare gli uomini-giorno.
  2. Se le imprese sono più di una: nominare il coordinatore prima di firmare con la seconda.
  3. Raccogliere i documenti di idoneità, il DURC e gli estremi della patente a crediti di tutti.
  4. Chiedere il POS di ogni impresa e, se serve, ricevere il PSC.
  5. Inviare la notifica preliminare quando prevista, e verificarne l'affissione.
  6. Concordare dove si accatastano i materiali, da dove scendono le macerie e come si contiene la polvere.
  7. Verificare che il ponteggio, se c'è, abbia il PiMUS e sia stato montato da personale formato.