Parte prima del manuale
Materiali
Di che cosa è fatto un muro a Palermo, e perché quel materiale e non un altro.
Palermo è costruita in calcarenite, la pietra tenera e porosa che in città tutti chiamano tufo, legata per secoli con malte di calce. Il Novecento ha aggiunto il cemento, il laterizio forato, i blocchi e le malte pronte in sacco. Oggi in un solo appartamento del centro convivono muri di conci di tre secoli fa e tramezzi di forati posati l'anno scorso, e molti difetti nascono proprio dove i due mondi si toccano.
Questa parte del manuale tratta i materiali uno alla volta, con la stessa domanda di fondo: che cosa sono, da dove vengono, dove vanno usati e dove sono sbagliati. Ogni materiale trattato a fondo ha la sua scheda, raccolta anche nell'appendice delle schede, così da poterla ritrovare senza rileggere tutto il capitolo.
I dati tecnici vengono da fonti nominate: le Norme tecniche per le costruzioni del 2018 e la Circolare applicativa del 2019, le norme UNI citate per titolo, il Prezzario unico regionale della Regione Siciliana per i costi elementari. Dove un dato non ha una fonte affidabile, il capitolo descrive il meccanismo e non scrive il numero.
Capitoli di questa parte
Glossario- I.1Il tufo di Palermo è calcarenite: che pietra è e come si trattaChe cos'è la calcarenite che a Palermo si chiama tufo, da quali cave viene, quanto resiste secondo la Circolare 2019 e quali errori la rovinano.
- I.2Calce o cemento: quale malta per quale muroCalce aerea, calce idraulica, cemento e malta bastarda: come induriscono, le classi delle NTC 2018 e quale malta usare in un muro nuovo o nel tufo antico.
- I.3Laterizi, forati e blocchi: quale elemento per quale muroMattoni pieni, forati, porizzato, calcestruzzo, cellulare e gesso: quale elemento per tramezzi, tamponamenti e muri portanti, e perché.
Schede dei materiali in questa parte
Tutte le schede- Capitolo I.3Blocco di gessoElemento pieno o alveolato in gesso con incastri maschio e femmina, che si monta con collante e si rasa invece di intonacarlo; il prezzario regionale lo prevede da 8 cm.
- Capitolo I.3Blocco in calcestruzzo cellulareBlocco molto leggero e isolante, pieno, facile da tagliare con la sega, posato di solito con collante a strato sottile invece della malta tradizionale.
- Capitolo I.3Blocco in calcestruzzo leggeroBlocco di cemento e aggregati leggeri, come argilla espansa o pomice, pieno o semipieno, per tramezzi spessi, tamponamenti e, nelle versioni idonee, murature portanti.
- Capitolo I.3Blocco in laterizio porizzatoBlocco in laterizio alleggerito da micropori, a fori verticali, prodotto in spessori da tamponamento, da 25 a oltre 40 cm, anche con incastro maschio e femmina sui lati.
- Capitolo I.1Calcarenite (tufo)Roccia sedimentaria fatta di granuli carbonatici della grandezza della sabbia, in gran parte frammenti di gusci e di organismi marini, cementati tra loro.
- Capitolo I.2Calce idraulica naturale (NHL)Calce ottenuta dalla sola cottura di calcari argillosi o silicei, poi spenta e macinata.
- Capitolo I.2Grassello di calceCalce aerea spenta conservata in pasta, sotto un velo d'acqua, per mesi o anni.
- Capitolo I.3Mattone forato da tramezzoElemento leggero in laterizio con fori orizzontali e pareti sottili, posato in foglio in spessori di 8 o 12 cm.
- Capitolo I.3Mattone pieno in laterizioElemento in argilla cotta con fori fino al 15% della faccia; il formato unificato è 5,5 x 12 x 25 cm, e sotto i 5.500 cm³ di volume si parla di mattone, sopra di blocco.
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