Parte secondaTecnicaCapitolo II.6
Crepe nei muri: quali sono innocue e quali chiedono un ingegnere
Cavillature, ritiro e giunti contro lesioni passanti, a 45 gradi o che crescono: come leggerle, come monitorarle e che cosa deve fare il muratore.
In breve
Cavillature nell'intonaco, fessure da ritiro e crepe dritte tra materiali diversi sono di solito difetti di finitura. Preoccupano invece le lesioni che attraversano il muro, quelle inclinate a circa 45 gradi, quelle che dagli angoli delle aperture salgono ai piani superiori, i distacchi tra muri ortogonali e ogni fessura che si allarga. Lì serve un ingegnere strutturista; il muratore apre l'intonaco, misura e documenta, ma non stucca prima della diagnosi.
1Prima domanda: intonaco o muratura?
Una crepa che si vede sulla tinta può stare in tre posti: solo nella finitura, in tutto lo spessore dell'intonaco, oppure nella muratura che c'è sotto. Le prime due sono un problema di finitura. La terza è un'informazione sulla struttura.
Il manuale del Dipartimento della Protezione Civile per il rilievo dei danni dopo un terremoto, la cosiddetta scheda AeDES, parte proprio da qui: quando descrive le lesioni delle murature avverte che si riferisce a quelle che interessano la muratura «e non solo l'intonaco». E per i casi dubbi, come i rigonfiamenti dell'intonaco dovuti all'umidità che possono sembrare schiacciamenti del muro, indica di eliminare localmente l'intonaco per esaminare la muratura.
È la prima cosa che un buon muratore fa davanti a una crepa che non lo convince: apre un piccolo tratto di intonaco lungo la fessura, con attenzione, e guarda se la crepa continua nella pietra, nei mattoni o nei giunti di malta.
2Le crepe che di solito non preoccupano
Cavillature. Reticoli fitti di crepe sottilissime, a ragnatela, solo in superficie. Vengono dalla finitura: impasto troppo ricco di legante, strato troppo spesso, asciugatura troppo rapida. Sono un difetto estetico. Le loro cause sono spiegate nel capitolo sull'intonaco tradizionale in tre strati.
Fessure da ritiro. Malte, intonaci e massetti perdono volume mentre asciugano. Se il ritiro è impedito, il materiale si fessura: crepe sottili, spesso regolari, che compaiono nelle prime settimane o nei primi mesi e poi si fermano.
Fessure lungo i giunti tra materiali diversi. Linee dritte e nette dove un pilastro in calcestruzzo incontra il tamponamento, sopra una traccia richiusa, intorno a un cassonetto, tra muro e soffitto. Materiali diversi si dilatano in modo diverso con il caldo e l'umidità: se nell'intonaco manca una rete in corrispondenza della giunzione, il distacco si legge in superficie. Una crepa orizzontale sotto il soffitto dell'ultimo piano, per esempio, può venire dai movimenti termici del solaio di copertura, che d'estate si scalda molto più dei muri.
Anche per queste crepe vale una cautela: si ritengono innocue quando restano stabili. Se si allargano, cambiano natura.
3Le lesioni che chiedono un ingegnere
La lezione sulle costruzioni esistenti in muratura dell'Università di Trieste elenca le cause più frequenti delle fessure nei muri: cedimenti differenziali delle fondazioni, carichi verticali eccessivi, scavi o nuovi edifici nelle vicinanze, errori di impostazione strutturale o di esecuzione, terremoti. La Circolare n. 7 del 2019 alle Norme tecniche aggiunge, tra le cose da ricostruire nella storia di un edificio in muratura, le trasformazioni operate dall'uomo che possono aver cambiato l'assetto statico originario. Un muro tolto, un vano aperto, un piano aggiunto sono gli esempi più comuni. Le lesioni che seguono sono il modo in cui il muro racconta queste vicende.
Lesioni passanti. Si vedono su entrambe le facce del muro, nella stessa posizione. Attraversano tutto lo spessore: non è l'intonaco.
Lesioni inclinate, a circa 45 gradi. Nei maschi murari, cioè i tratti di muro tra le aperture, e nelle fasce sopra e sotto le finestre. Il manuale AeDES le collega al superamento della resistenza a taglio dei pannelli murari. Possono venire da un sisma o da un cedimento del terreno: in quel caso il loro disegno sulla facciata aiuta l'ingegnere a capire quale parte dell'edificio si è mossa.
Lesioni dagli angoli delle aperture. Piccole fessure agli spigoli di porte e finestre o sopra gli architravi sono frequenti. Il manuale AeDES avverte però che una lesione che parte dall'architrave, si estende su tutta la fascia di piano e trova corrispondenza ai piani superiori è il sintomo probabile di un meccanismo non più localizzato, che può preludere alla separazione di intere fasce verticali dell'edificio.
Distacchi tra muri ortogonali. Lesioni verticali negli angoli, dove due muri si incrociano. Indicano la perdita di collegamento tra le pareti, e se proseguono possono lasciare pareti alte e scollegate esposte al ribaltamento.
Lesioni da schiacciamento. Fessure verticali brevi e fitte, malta che si sgretola, scaglie che si staccano, spesso negli angoli o sotto carichi concentrati. Sono il segno di una muratura troppo compressa.
Segni che accompagnano le crepe. Porte e finestre che non chiudono più o si deformano a rombo, pavimenti che si inclinano, muri fuori piombo o rigonfi, volte che si abbassano. Sono informazioni preziose quanto la crepa stessa.
| Lesione | Come si presenta | Causa probabile | Chi chiamare |
|---|---|---|---|
| Cavillatura | ragnatela sottile in superficie | finitura | muratore |
| Ritiro | crepe sottili, stabili, nei primi mesi | asciugatura di malte e massetti | muratore |
| Giunto tra materiali | linea dritta su pilastri, tracce, soffitto | dilatazioni diverse, rete mancante | muratore |
| Passante | visibile sulle due facce | movimento della struttura | ingegnere |
| Diagonale | inclinata a circa 45 gradi nei maschi | taglio, cedimento, sisma | ingegnere |
| Da architrave verso l'alto | prosegue ai piani superiori | meccanismo esteso | ingegnere |
| Distacco agli incroci | verticale negli angoli tra muri | perdita di collegamento | ingegnere |
| Schiacciamento | fessure verticali fitte, materiale che si sgretola | compressione eccessiva | ingegnere |
4Che cosa dicono i millimetri
L'ampiezza conta, ma da sola non basta. Il manuale AeDES, nato per valutare in fretta i danni dopo un terremoto, classifica come danno leggero nelle murature lesioni fino a 1 mm senza espulsione di materiale, e come danno medio grave lesioni di qualche millimetro, fino a circa 1 cm, o più ampie vicino alle aperture. Sono soglie pensate per quell'uso e per un tecnico che vede l'intero edificio, non una regola per giudicare una singola crepa in casa.
La Circolare del 2019 è ancora più prudente nell'altra direzione: osserva che la presenza di un quadro fessurativo non indica necessariamente che un meccanismo di dissesto si sia attivato. Una crepa larga e ferma da decenni può essere meno preoccupante di una sottile che cresce. Per questo la stessa Circolare chiede di documentare deformazioni, dissesti e quadri fessurativi indicando, quando possibile, la loro evoluzione nel tempo.
5Come si tiene d'occhio una crepa
Monitorare una crepa significa rispondere a una domanda sola: si muove? Ci sono modi semplici e modi strumentali.
- Fotografie datate. Sempre dallo stesso punto, con un metro o un righello appoggiato accanto alla crepa e la data scritta sul muro o nella foto.
- Segno a matita all'estremità. Una tacca perpendicolare alla crepa, appena oltre il punto in cui finisce, con la data. Se a distanza di settimane la crepa ha superato il segno, si sta allungando.
- Spie. La tradizione usa piccoli ponti di gesso o vetrini incollati a cavallo della fessura, datati: se si rompono, il muro si è mosso. Dicono che c'è movimento, non quanto. Una spia di gesso troppo spessa o stesa male può però fessurarsi per conto suo mentre asciuga.
- Fessurimetro. Due piastrine trasparenti sovrapposte, fissate ciascuna su un lato della crepa, con una griglia graduata: come descrive un articolo di Ediltecnico del 2019, permettono di leggere lo spostamento relativo in direzione orizzontale e verticale. Per situazioni delicate esistono sensori elettronici con registrazione continua.
Una regola pratica conta più dello strumento: le crepe respirano con le stagioni, perché i materiali si dilatano con il caldo e si contraggono con il freddo. Una lettura d'estate e una d'inverno possono dare valori diversi anche se nulla sta cedendo. Si confrontano letture fatte nelle stesse condizioni, annotando data e, se possibile, temperatura, e si tiene un quaderno. Per l'ingegnere, mesi di letture ordinate valgono più di qualunque descrizione a voce.
6Che cosa fa il muratore, e che cosa non deve fare
Il muratore è spesso il primo a vedere una crepa, e il suo comportamento in quel momento fa la differenza. I confini del mestiere sono descritti nel capitolo su che cosa fa un muratore.
Deve: - aprire l'intonaco in un piccolo tratto per vedere se la crepa continua nella muratura; - fotografare, misurare, segnare le estremità, applicare spie o fessurimetri se richiesto dal tecnico; - riparare bene le crepe di sola finitura: aprirle a V, togliere le parti incoerenti, riempire con una malta compatibile con il supporto e annegare una rete nella rasatura, larga oltre la crepa; - eseguire, quando c'è un progetto, le riparazioni strutturali decise dall'ingegnere.
Non deve: - stuccare e ritinteggiare una lesione prima che qualcuno abbia capito che cosa è; - riempire di malta cementizia o di resina una lesione passante «per sicurezza»; - decidere da solo una cucitura, un tirante o la ricostruzione di un tratto di muro portante; - togliere o aprire muri vicino a una lesione attiva.
Nel prezzario regionale le riparazioni delle lesioni sono voci distinte, e già la loro descrizione mostra la differenza tra finitura e struttura. La sigillatura di piccole lesioni fino a 2 cm riguarda tramezzi e murature di tamponamento (voce SIC24_21.2.4). Le lesioni nelle murature si sarciscono con il taglio a coda di rondine e la ricostruzione con frammenti di mattone e scaglie di pietra (voce SIC24_21.2.5), oppure con catenelle di mattoni che cuciono i due lembi in profondità.
SIC24_21.2.6 · unità di misura: mSarcitura di lesioni in muratura con catenelle di mattoni, al metro di lesione
- AMateriale
- mattoni a una testa in profondità e a due teste in larghezza, malta tixotropica fibrorinforzata antiritiro e leggermente espansiva
- BManodopera
- demolizione della muratura lungo la lesione per creare la sede dei mattoni, posa delle catenelle, raccordo con la muratura esistente
- CSmaltimento
- non descritto nella voce; carico e trasporto delle macerie vanno indicati a parte
- DEscluso
- diagnosi e progetto dell'intervento, puntellature, ripristino di intonaco e tinta, eventuali presidi come tiranti o cordoli
Prezzo48,31 € al metro, di cui 55,21% di incidenza della manodopera
FontePrezzario unico regionale per i lavori pubblici in Sicilia 2024, prorogato al 31 dicembre 2026. Prezzo per opere pubbliche, con spese generali e utile d'impresa compresi
Questa voce descrive l'esecuzione di una riparazione, non la sua decisione. Se la causa della lesione è ancora attiva, un cedimento o una spinta, la cucitura si riaprirà. Su un muro di calcarenite e calce, inoltre, la malta va scelta compatibile con il muro, come spiega il capitolo sull'intonaco.
7Quando una crepa segue un lavoro in casa
Molte lesioni nuove compaiono dopo lavori: un tramezzo demolito che in realtà portava qualcosa, un vano allargato, tracce profonde in un muro portante, un carico nuovo su un solaio vecchio. Se una crepa appare nelle settimane successive a un intervento del genere, va segnalata subito al direttore dei lavori o al tecnico, con foto e date. Come si apre correttamente un'apertura in un muro portante, e quali segni rivelano un lavoro sbagliato, lo racconta il capitolo su come aprire un vano in un muro portante.
Il manuale AeDES della Protezione Civile, pur scritto per l'emergenza dopo un terremoto, resta una lettura utile per chi vuole capire come i tecnici leggono le lesioni di un edificio in muratura.