Muratore PalermoManuale del mestiere

Parte secondaTecnicaCapitolo II.3

L'intonaco tradizionale in tre strati: rinzaffo, arriccio e finitura

Come si stende un intonaco tradizionale: malta e spessore di ogni strato, stagionatura, la calce sui muri antichi di Palermo, sigle e difetti comuni.

Di Redazione di Muratore PalermoPubblicato il Aggiornato il

In breve

L'intonaco tradizionale si stende in tre strati sempre più fini e meno rigidi verso l'esterno: il rinzaffo, sottile e ruvido, per l'aggrappo; l'arriccio, che porta la parete in piano; la finitura, o tonachino, di pochi millimetri. Il Prezzario unico regionale della Sicilia 2024, valido fino a tutto il 2026, descrive l'intonaco civile per interni in 2,5 cm complessivi. Sulle murature antiche di Palermo, in calcarenite e malta di calce, il legante più compatibile resta la calce.

1A che cosa serve l'intonaco, e perché si fa a strati

L'intonaco è la pelle del muro. Lo protegge dalla pioggia battente e dagli urti, lo porta in piano e riceve la tinta. Il manuale scolastico di Zavanella, Leti e Veggetti (Zanichelli, 2012) dice che un buon intonaco deve essere «elastico e deformabile, per seguire senza fessurarsi i piccoli movimenti della parete», e che non deve indurire con un ritiro eccessivo.

Il modo tradizionale per ottenere un intonaco così è stendere la malta in più mani, ognuna con un compito. Uno strato unico e spesso ritira tutto insieme, si fessura e tende a staccarsi; tre strati sottili, ciascuno lasciato tirare prima del successivo, distribuiscono il ritiro.

La regola che tiene insieme il sistema è una regola del mestiere, e ha una ragione meccanica: dal muro verso l'esterno gli strati diventano più fini e meno rigidi. Caldo, freddo e umidità fanno lavorare in modo diverso materiali diversi, e se uno strato duro sta sopra uno più debole, prima o poi lo strappa.

2I tre strati, uno per uno

Il rinzaffo

È la prima mano: poca malta, con sabbia a grana grossa, gettata con forza con la cazzuola sul muro già bagnato. Serve all'aggrappo e va lasciata ruvida, senza lisciarla, perché la sua superficie scabra è l'appiglio dello strato successivo. Il Prezzario unico regionale per i lavori pubblici in Sicilia 2024, prorogato fino al 31 dicembre 2026, lo prevede da 0,5 cm nella voce dell'intonaco civile per interni. Sui supporti lisci o poco assorbenti, come il calcestruzzo di un pilastro o di una trave, è la mano che decide se l'intonaco resterà attaccato.

L'arriccio

È il corpo dell'intonaco, con sabbia di grana media. Il prezzario siciliano lo descrive come un secondo strato «sestiato e traversato»: steso tra i sesti, cioè le fasce guida messe a piombo sulla parete, tirato con la staggia appoggiata ai sesti e poi lavorato con il frattazzo in passate incrociate. Nella voce regionale è spesso 2 cm. Qui si corregge la parete, perché un muro in conci di tufo non è mai perfettamente piano. Se in certi punti servono molti più centimetri, il difetto è nel muro e va riempito prima, non caricato in una mano sola.

La finitura, o tonachino

È l'ultima mano, di pochi millimetri e con sabbia fine o finissima. Il prezzario regionale la tratta come voce separata: tonachina premiscelata a base di calce idrata con inerte di diametro massimo 0,6 mm per la finitura civile, oppure 0,1 mm per una superficie liscia di aspetto marmorizzato. Il manuale Zanichelli parla di circa mezzo centimetro. È lo strato che si vede ed è il primo a fessurarsi se asciuga troppo in fretta.

Strato Funzione Spessore indicativo Riferimento
Rinzaffo aggrappo al muro 0,5 cm Prezzario Sicilia 2024, voce SIC24_9.1.1
Arriccio corpo, messa in piano 2 cm Prezzario Sicilia 2024, voce SIC24_9.1.1
Rinzaffo e arriccio insieme come sopra 1-2 cm Zanichelli, 2012
Finitura superficie, tinta circa 0,5 cm Zanichelli, 2012

3Quale malta per ogni strato

Il legante può essere calce aerea, calce idraulica naturale, cemento o una miscela di calce e cemento, la malta bastarda. Il manuale Zanichelli indica proporzioni dell'ordine di tre parti di sabbia per una di legante, da adattare: sui soffitti, per esempio, può servire una malta più grassa che aderisca meglio. La voce regionale per l'intonaco civile usa una malta bastarda dosata con 150-200 kg di cemento e 200 kg di calce grassa per ogni metro cubo di sabbia.

Per scegliere conta il muro che sta sotto. Su un tramezzo nuovo in forati o su un tamponamento in blocchi, la malta bastarda della voce regionale è la scelta corrente. Su una muratura antica in calcarenite e malta di calce, il prezzario stesso, nel capitolo dedicato al recupero, descrive un ciclo diverso, a base di calce idraulica naturale, che più avanti smontiamo come voce di preventivo. Perché calce e cemento si comportino in modo così diverso lo spiega il capitolo calce o cemento nella malta.

Il gesso, infine, ha un suo campo preciso. Il prezzario lo prevede come intonaco di gesso scagliola per interni, non oltre 1,5 cm sul grezzo. Va bene in ambienti asciutti; non va mai all'esterno né su muri umidi, dove l'acqua lo sfarina.

4La stagionatura, il tempo che non si vede in fattura

Prima del rinzaffo il muro va bagnato abbondantemente, scrive il manuale Zanichelli, «per non sottrarre acqua alla malta». La calcarenite e il laterizio asciutti sono assetati: se succhiano l'acqua dell'impasto, la malta non fa presa, si dice che «brucia», resta polverosa e non aderisce.

La calce aerea indurisce reagendo con l'anidride carbonica dell'aria. È un processo lento, che ha bisogno di aria e di un po' di umidità. Per questo nei primi giorni l'intonaco va tenuto umido e riparato dal sole diretto e dal vento. A Palermo, nelle giornate di scirocco, una facciata esposta a sud o a ovest può seccare in poche ore e coprirsi di cavillature. All'opposto, non si intonaca sotto la pioggia né su un muro fradicio.

Quanto aspettare tra una mano e l'altra non ha un numero valido per tutti. La regola del mestiere è che lo strato sotto deve aver fatto presa e buona parte del suo ritiro: si preme con il dito e non resta l'impronta, il colore è uniforme. Con le malte di calce si ragiona in giorni, non in ore. Con i premiscelati valgono i tempi della scheda tecnica. Coprire troppo presto significa che il ritiro dello strato sotto fessurerà quello sopra; aspettare troppo su una superficie già dura e asciutta significa doverla bagnare di nuovo, altrimenti l'aderenza ne soffre.

5Perché la calce sui muri antichi di Palermo

Il centro storico di Palermo è costruito in gran parte con conci di calcarenite, il tufo della tradizione, legati con malta di calce. Per queste murature di «pietra tenera (tufo, calcarenite)» la Circolare n. 7 del 2019 alle Norme tecniche indica, a conci regolari, una resistenza media a compressione di 2,0-3,2 N/mm², contro i 5,0-8,0 N/mm² di una muratura in mattoni semipieni con malta cementizia (Tabella C8.5.I). È un muro tenero e poroso, che respira.

Un intonaco cementizio su questo muro è molto più rigido e molto meno permeabile. Alessandro Grazzini, in un articolo su Ingenio del 2025 che riassume ricerche condotte al Politecnico di Torino, ricorda i molti intonaci cementizi applicati su murature soggette a risalita capillare che, «senza lasciare traspirare la superficie muraria, hanno aumentato l'altezza di risalita dell'umidità» e si sono staccati dopo pochi anni. A questo si aggiunge l'incompatibilità chimica: solfati presenti nel muro, componenti del cemento e umidità possono formare ettringite e thaumasite, che gonfiano e disgregano la malta.

La calce, invece, ha una rigidezza vicina a quella del muro e lascia uscire il vapore. Se qualcosa deve degradarsi, meglio che sia l'intonaco, che si rifà, e non la pietra.

Su questo tema il capitolo sull'umidità di risalita nei muri entra nel dettaglio.

6Premiscelati e sigle della UNI EN 998-1

Oggi gran parte degli intonaci arriva in sacchi e si stende a macchina. Il prezzario regionale descrive anche questo caso: intonaco civile di 2,5 cm con malta premiscelata cementizia a base di inerti calcarei, «applicato con macchina intonacatrice tra predisposti sesti, previa sbruffatura delle superfici» (voce SIC24_9.1.2). La sbruffatura è il rinzaffo dei premiscelati: anche qui l'aggrappo non si salta.

La norma di riferimento è la UNI EN 998-1, versione italiana della EN 998-1:2016, che riguarda le malte per intonaci interni ed esterni prodotte in stabilimento con leganti inorganici. Non copre gli intonaci in cui il legante principale è il solfato di calcio, cioè il gesso, che hanno una norma propria. Le malte sono divise in sei famiglie:

  • GP, per uso generale;
  • LW, leggere;
  • CR, colorate in massa;
  • OC, monostrato per esterni;
  • R, da risanamento, per murature umide e con sali;
  • T, termoisolanti.

Ogni prodotto dichiara poi una classe di resistenza a compressione, da CS I, la più bassa, a CS IV, e una classe di assorbimento d'acqua per capillarità, W0, W1 o W2. Sono scritte nella dichiarazione di prestazione, che il fornitore deve rendere disponibile. Su una muratura tenera ha senso cercare le classi di resistenza più basse, coerenti con la regola degli strati. La norma stessa, nella sua introduzione, riconosce che le differenze di pratica costruttiva e di clima tra le regioni d'Europa non permettono ricette di impasto valide ovunque, e rimanda all'esperienza del luogo in cui si lavora. Tra una mano e l'altra non si mescolano prodotti di sistemi diversi, a meno che il produttore non ne dichiari la compatibilità.

7La voce di preventivo

La voce di preventivoTav. 1

SIC24_21.9.5, punto 1 · unità di misura: m²Intonaco traspirante di calce idraulica naturale per restauri e recuperi, per interni, spessore finito non oltre 20 mm

AMateriale
malta di pura calce idraulica certificata NHL 3.5, pozzolana naturale, sabbie calcaree dolomitiche e silicee con granulometria fino a 2,5 mm
BManodopera
primo strato di arricciatura da 3-5 mm a cazzuola, secondo strato di corpo non inferiore a 15 mm a frattazzo tra sesti, spigoli e angoli
CSmaltimento
non descritto nella voce; la rimozione del vecchio intonaco e il trasporto a rifiuto sono voci a parte
DEscluso
la finitura di calce non oltre 3 mm (voce SIC24_21.9.6), la rimozione dell'intonaco esistente (voce SIC24_21.1.11), le reti, i ponteggi, la tinteggiatura a calce o ai silicati

Prezzo56,88 € al m², di cui 31,67% di incidenza della manodopera

FontePrezzario unico regionale per i lavori pubblici in Sicilia 2024, prorogato al 31 dicembre 2026 con D.A. n. 3/Gab. del 6 marzo 2026. Prezzo per opere pubbliche, con spese generali (15%) e utile d'impresa (10%) già compresi

Messa accanto all'intonaco civile in malta bastarda della voce SIC24_9.1.1, che costa 24,30 € al m² con il 52,10% di manodopera, questa voce insegna tre cose. I nomi cambiano: qui il primo strato si chiama arricciatura, nella voce civile rinzaffo, ed è meglio chiedere che cosa intende il preventivo per ogni mano e con quale spessore. La finitura è una voce a sé in entrambi i casi: se un preventivo dice soltanto «intonaco», chiedete se il tonachino è compreso. E la differenza di prezzo sta soprattutto nel materiale: in euro la manodopera della voce di calce, 18,01 €, non è lontana da quella della voce civile, 12,66 €.

8I difetti più comuni e le loro cause

Difetto Come si presenta Causa probabile
Cavillature reticolo fitto di crepe sottilissime finitura troppo grassa o spessa, asciugatura rapida, troppa frattazzatura
Fessure dritte linee nette lungo pilastri, travi, tracce, cassonetti incontro tra materiali diversi senza rete porta intonaco
Distacco l'intonaco suona vuoto alla percussione o si gonfia muro non bagnato o polveroso, rinzaffo mancante su supporto liscio, mano troppo spessa, strato rigido su strato debole
Sfarinamento la superficie si sbriciola al tatto malta bruciata dal sole o dal vento, impasto troppo magro
Rigonfiamenti in basso bolle, sali bianchi, intonaco che si sbriciola nella fascia vicino al pavimento umidità di risalita e sali, spesso aggravati da un intonaco poco traspirante

9Che cosa guardare in cantiere

Prima che la finitura copra tutto, alcune cose si possono vedere anche senza essere del mestiere. Lo stato del muro sotto conta quanto l'intonaco: il capitolo su come si riconosce una muratura fatta bene prima dell'intonaco spiega che cosa guardare.

  • Il muro viene bagnato prima del rinzaffo, e il rinzaffo resta ruvido.
  • Dove si incontrano materiali diversi, o sopra le tracce degli impianti, c'è una rete porta intonaco.
  • Nessuno strato viene caricato in una sola mano oltre lo spessore previsto.
  • Tra una mano e l'altra passa il tempo necessario, e d'estate le pareti esposte vengono protette e tenute umide.
  • A lavoro finito, battendo con le nocche, l'intonaco suona pieno.

Chi vuole vedere come un'impresa locale descrive questo lavoro trova una pagina su intonaci e finiture di Edilizia Palermo: la riportiamo come riferimento editoriale e non come raccomandazione, e la redazione non ha valutato l'impresa.