Parte secondaTecnicaCapitolo II.4
Umidità di risalita nei muri: come riconoscerla e che cosa si può fare
Risalita capillare, condensa o infiltrazione: come distinguerle, il ruolo dei sali, gli errori da evitare e le famiglie di rimedi con i loro limiti.
In breve
L'umidità di risalita è acqua del terreno che sale nei muri per capillarità: lascia una fascia umida dal pavimento in su, presente tutto l'anno, con sali bianchi al margine superiore. La condensa invece compare a macchie negli angoli freddi, soprattutto d'inverno; l'infiltrazione segue la pioggia. Intonaci cementizi e pitture impermeabili spingono l'acqua più in alto. I rimedi sono intonaci macroporosi, barriere chimiche e tagli meccanici, e nessuno basta da solo senza una diagnosi misurata.
1Tre acque diverse sullo stesso muro
Una macchia di umido su un muro può avere almeno tre origini, e ognuna chiede una risposta diversa. Sbagliare diagnosi significa spendere per un rimedio che non c'entra.
L'umidità di risalita è acqua del terreno che sale nel muro per capillarità, attraverso i pori della pietra, del laterizio e della malta, come in una zolletta di zucchero appoggiata sul caffè. Sale finché l'acqua che arriva dal basso non è pareggiata da quella che evapora dalle superfici del muro. Per questo l'altezza della fascia umida cambia con lo spessore del muro, con la porosità dei materiali e soprattutto con quanto il muro può asciugare.
La condensa è vapore dell'aria di casa che diventa acqua quando incontra una superficie più fredda: gli angoli, i muri esposti a nord, i pilastri e le travi in calcestruzzo, il retro di un armadio addossato a una parete esterna. Non viene dal muro, viene dall'aria.
L'infiltrazione è acqua che entra da un punto preciso: un davanzale senza gocciolatoio, un balcone con la guaina rotta, una grondaia che trabocca, un tubo che perde nella traccia.
Le murature antiche di Palermo, in conci di calcarenite e malta di calce, sono porose e assorbono facilmente: è il motivo per cui il tema torna così spesso nei piani terra del centro storico. Che cosa sia la calcarenite e come si comporti con l'acqua lo racconta il capitolo su tufo e calcarenite a Palermo.
2Come distinguerle sul posto
| Segno | Risalita | Condensa | Infiltrazione |
|---|---|---|---|
| Dove | fascia continua dal pavimento in su | angoli, punti freddi, dietro i mobili | intorno a un punto: finestra, balcone, tubo, tetto |
| Forma | bordo superiore irregolare, quasi orizzontale | macchie e puntini neri di muffa | alone che si allarga dal punto d'ingresso |
| Quando | tutto l'anno, poco legata al tempo | d'inverno, con finestre chiuse e molta cottura o bucato in casa | dopo la pioggia, o quando un impianto è in uso |
| Sali | sì, soprattutto al margine superiore | di solito no | a volte, lungo il percorso dell'acqua |
| Facce del muro | spesso entrambe, anche nei muri interni del piano terra | quasi sempre la faccia interna | la faccia più vicina all'ingresso dell'acqua |
La tabella orienta, non decide. I casi misti sono frequenti: un muro di piano terra con un po' di risalita, in una stanza poco aerata, può avere anche condensa. Per questo si misura.
3I sali, il problema dentro il problema
L'acqua che sale dal terreno porta con sé sali disciolti. Quando evapora dalla superficie, i sali restano e cristallizzano. Se cristallizzano fuori, si vede una peluria o una crosta bianca: è l'efflorescenza, brutta ma relativamente innocua. Se cristallizzano appena sotto la superficie, dentro l'intonaco o nella pietra, i cristalli crescendo esercitano una pressione che gonfia, sbriciola e stacca: è il degrado tipico della fascia bassa dei muri umidi.
Alcuni sali, inoltre, sono igroscopici: assorbono umidità dall'aria. Un muro carico di questi sali può restare umido anche dopo che la risalita è stata fermata. È uno dei motivi per cui, nelle murature antiche, eliminare l'acqua che sale non basta: bisogna anche gestire i sali già accumulati.
4Misurare prima di intervenire
Il gruppo di ricerca dell'Università di Bologna che studia questi problemi lo ha scritto in un lavoro del 2014: misurare acqua e sali in una muratura antica è difficile, perché servono dati quantitativi e affidabili danneggiando il meno possibile il muro.
Il metodo diretto consiste nel prelevare piccoli campioni con un trapano a bassa velocità, a diverse altezze dal pavimento e a diverse profondità nel muro, e nel determinarne il contenuto d'acqua per pesata, prima e dopo l'essiccazione, oppure con l'igrometro a carburo. Il confronto tra le quote dice se l'acqua arriva dal basso. Il confronto tra superficie e cuore del muro dice se è acqua che sale nel corpo della muratura o umidità superficiale da condensa. Le analisi dei sali sugli stessi campioni dicono quanto pesa il problema dei sali. Per i beni culturali esiste una norma europea sui metodi di misura, la UNI EN 16682 del 2017.
Gli strumenti elettrici a contatto, quelli che si appoggiano al muro e danno un numero, misurano in realtà la conducibilità o una grandezza elettrica legata all'acqua. I sali la alterano. Servono per una mappa orientativa, non per una diagnosi.
5Che cosa non funziona
Chiudere il muro. Un intonaco cementizio, una pittura al quarzo o una guaina stesa all'interno non tolgono l'acqua: tolgono al muro la superficie da cui asciugava. L'equilibrio si sposta più in alto e i sali si accumulano dietro lo strato nuovo. Alessandro Grazzini, in un articolo su Ingenio del 2025 che riassume ricerche del Politecnico di Torino, ricorda i tanti intonaci cementizi su murature con risalita capillare che, «senza lasciare traspirare la superficie muraria, hanno aumentato l'altezza di risalita dell'umidità», staccandosi dopo pochi anni. Il capitolo sull'intonaco tradizionale in tre strati spiega perché sui muri antichi si torna alla calce.
Le pitture antimuffa sulla risalita. Agiscono sulla muffa da condensa, non sull'acqua che viene dal terreno.
Le contropareti stagne. Una parete in cartongesso addossata a un muro umido, senza aria tra le due, nasconde il problema mentre il muro continua a bagnarsi e il retro della lastra a degradarsi.
Stuccare e ritinteggiare. Rimette a posto l'aspetto per una stagione. Poi i sali riaffiorano.
6Le famiglie di rimedi, con i loro limiti
Prima di qualunque rimedio vanno tolte le cause esterne: pluviali che scaricano al piede del muro, marciapiedi o cortili che pendono verso la casa, pavimentazioni esterne impermeabili che impediscono al terreno di asciugare, quote del terreno esterno più alte del pavimento interno, tubazioni che perdono. Sono interventi poco spettacolari che a volte riducono il problema più di qualunque prodotto.
Poi vengono le tre famiglie principali. Nessuna ha un'efficacia garantita in assoluto, e la letteratura scientifica non nasconde il problema. La rassegna di Elisa Franzoni (Università di Bologna, 2014) lo dice fin dal titolo inglese, che definisce l'eliminazione della risalita dalle murature storiche «a still open challenge», una sfida ancora aperta, e osserva che le tecnologie usate in cantiere spesso falliscono e che il loro funzionamento nelle murature reali non è ancora del tutto chiarito.
Intonaci macroporosi deumidificanti
Sono intonaci a base di calce idraulica, senza cemento, molto porosi. Non fermano l'acqua: le offrono una superficie ampia da cui evaporare e accolgono i sali nei loro pori, dove possono cristallizzare senza staccare la superficie. La norma UNI EN 998-1 li inquadra tra le malte da risanamento, sigla R. Prima di stenderli si toglie il vecchio intonaco: nel prezzario regionale la preparazione per i trattamenti alla base dei muri prevede di mettere a nudo una fascia che va dalla base del muro fino a 50-100 cm oltre la linea che segna l'altezza di risalita.
SIC24_21.9.7 · unità di misura: m²Intonaco deumidificante macroporoso su murature soggette a umidità di risalita, in quattro strati
- AMateriale
- malta a base di calce idraulica con aggreganti pozzolanici, sabbie carbonatiche e silicee, priva di cemento e resistente ai solfati
- BManodopera
- raschiatura dei sali e lavaggio a bassa pressione, rinzaffo di almeno 2,5 mm a cazzuola, secondo strato da 1 a 2 cm secondo la quantità di sali, arricciato deumidificante di almeno 1,5 cm, finitura di almeno 3 mm
- CSmaltimento
- non descritto nella voce; la rimozione del vecchio intonaco e il trasporto a rifiuto sono voci a parte (SIC24_21.1.11 e seguenti)
- DEscluso
- rimozione dell'intonaco esistente, eventuale barriera alla base del muro, tinteggiatura, che dovrà essere traspirante per non annullare il lavoro
Prezzo110,06 € al m², di cui 28,38% di incidenza della manodopera
FontePrezzario unico regionale per i lavori pubblici in Sicilia 2024, prorogato al 31 dicembre 2026. Prezzo per opere pubbliche, comprensivo di spese generali e utile d'impresa
Il limite è nella natura stessa del sistema: i pori si riempiono di sali e, dopo un certo numero di anni che dipende dalla quantità di acqua e di sali, l'intonaco va rifatto. Una tinta plastica sopra lo rende inutile.
Barriere chimiche
Si forano i muri alla base e si iniettano prodotti che rendono idrorepellenti i capillari o ne riducono il diametro, per creare una fascia orizzontale che l'acqua non risale. Il prezzario regionale descrive, per esempio, l'iniezione di resine siliconiche o silaniche «fino a saturazione entro fori leggermente inclinati praticati alla base delle murature ogni 10-12 cm e per una profondità pari a 3/4 dello spessore» (voce SIC24_21.2.15), e in alternativa un prodotto cementizio inorganico colato in fori del diametro di 22 mm (voce SIC24_21.2.16).
I limiti sono pratici. La barriera funziona se è continua: nelle murature a sacco, con un nucleo di pietrame e malta povera, o con vuoti e cavità, il prodotto può distribuirsi male e lasciare varchi. La barriera ferma l'acqua nuova, non quella già nel muro, che deve asciugare nei mesi successivi. E i sali restano: per questo la barriera si accompagna quasi sempre a un intonaco da risanamento.
Tagli meccanici
Si taglia il muro orizzontalmente alla base, un tratto alla volta, e nel taglio si inserisce un foglio impermeabile, poi si richiude con malta o cunei. È l'unica famiglia che interrompe fisicamente la continuità dei capillari. È anche la più invasiva: si interviene su muri portanti, in un territorio classificato sismico, e il taglio a tratti alterni va progettato e verificato da un ingegnere. Sulle murature irregolari in pietrame il taglio è difficile e le vibrazioni sono un rischio. Non è un lavoro da decidere sul posto.
Altri sistemi
Esistono sistemi elettrici ed elettronici che dichiarano di contrastare la risalita senza intervenire sul muro. Il prezzario regionale ne include uno e lo accompagna con richieste precise: indagine preliminare, monitoraggio dei dati, verifiche a distanza di mesi e garanzia di risultato. È il criterio giusto per qualunque sistema: chiedere misure dirette prima e dopo, non promesse.
7Un ordine sensato
- Diagnosi: rilievo delle macchie, misure dirette di acqua e sali, ricerca di perdite e infiltrazioni.
- Rimozione delle cause esterne: acque piovane, pendenze, perdite.
- Aerazione degli ambienti, soprattutto dei piani terra chiusi.
- Scelta del rimedio, o della combinazione, in base al tipo di muro: una muratura in conci regolari non è un muro a sacco.
- Intonaco compatibile e tinta traspirante, a calce o ai silicati. Sui leganti vale quanto detto nel capitolo su calce o cemento nella malta.
- Nuove misure dopo qualche mese, negli stessi punti della prima volta.