Muratore PalermoManuale del mestiere

Parte secondaTecnicaCapitolo II.2

Una muratura fatta bene, vista prima dell'intonaco

Che cosa guardare in un muro prima che l'intonaco lo copra: piombo e piano, giunti, ammorsature, architravi, attacchi tra materiali, tracce e fondo.

Di Redazione di Muratore PalermoPubblicato il Aggiornato il

In breve

Prima dell'intonaco si controllano il piombo e il piano della parete, i giunti pieni e sfalsati, i collegamenti con i muri esistenti, un architrave sopra ogni apertura, la rete sugli attacchi tra materiali diversi, le tracce richiuse e il fondo pulito e bagnato. L'intonaco civile del Prezzario Sicilia 2024 ha uno spessore complessivo di 2,5 cm: non è fatto per raddrizzare un muro storto.

C'è un momento, in ogni lavoro murario, in cui il muro si può ancora leggere: è finito, la malta ha preso, e l'intonaco non è ancora arrivato. Dopo, una parete fatta bene e una fatta male si somiglieranno per anni, finché la seconda comincerà a crepare. Questo capitolo è una guida a quel momento, per chi ha il diritto di guardare, cioè il committente, e per chi ha il dovere di farlo, cioè chi ha costruito.

1Perché guardare adesso

L'intonaco copre, ma non corregge. Il Prezzario unico regionale della Sicilia, nell'edizione 2024 prorogata fino al 31 dicembre 2026, descrive l'intonaco civile per interni, voce SIC24_9.1.1, con uno spessore complessivo di 2,5 cm: un primo strato di rinzaffo da mezzo centimetro e un secondo strato da due centimetri, tirato tra le guide e traversato. È il riferimento di un lavoro normale su un muro normale.

Se il muro è fuori piombo o pieno di pance, l'intonacatore dovrà caricare più materiale nei punti bassi. Più spessore significa più peso, più ritiro, più tempo di asciugatura e un rischio maggiore di distacchi e cavillature. E significa anche un costo che non stava nel preventivo, perché la voce dell'intonaco presuppone un supporto ragionevole. Guardare il muro prima conviene a tutti, compreso chi lo ha costruito.

2Il piombo e il piano

Il primo controllo è la verticalità. Si appoggia una livella lunga sugli spigoli e sulla parete in più punti, oppure si lascia scendere il filo a piombo dall'alto e si misura la distanza dal muro in cima e in fondo. Il secondo controllo è la planarità: si appoggia una staggia lunga e dritta in orizzontale, in verticale e in diagonale, e si guarda la luce che passa sotto. Una pancia si vede subito.

Le tolleranze ammesse le fissa il capitolato o, per le murature portanti, il progetto, che di solito rimanda all'Eurocodice 6. Chi non ha un capitolato può comunque confrontare pareti dello stesso cantiere: se una è diritta e l'altra no, il problema non è il materiale.

3I giunti

Il secondo gruppo di controlli riguarda la malta. I giunti orizzontali devono essere pieni e continui, senza vuoti visibili tra un elemento e l'altro. I giunti verticali devono essere sfalsati di fila in fila, così che nessun giunto si allinei con quello di sotto: un giunto continuo dall'alto in basso è una crepa annunciata. Lo spessore deve essere regolare.

Le norme danno un'idea di che cosa significhi regolare. Le Norme tecniche per le costruzioni del 2018, quando forniscono le tabelle per stimare la resistenza delle murature portanti, ne limitano la validità alle murature con giunti orizzontali e verticali riempiti di malta e di spessore compreso tra 5 e 15 mm. La Circolare del 2019, per le murature esistenti in mattoni pieni, consiglia di ridurre i valori di resistenza quando i giunti superano i 13 mm. Un giunto spesso o vuoto, in altre parole, non è un difetto estetico: è un muro che resiste meno.

4Incroci, angoli e ammorsature

Dove due muri si incontrano devono essere collegati. Nelle murature nuove si guarda se i filari dei due muri si incastrano a file alterne, l'ammorsatura, o se sono stati usati collegamenti metallici annegati nei giunti. Un tramezzo appoggiato al muro esistente senza nessun collegamento si staccherà alla prima vibrazione, e la crepa verticale nell'angolo comparirà puntuale.

Per le murature portanti in zona sismica le Norme tecniche fissano regole precise anche sugli angoli: agli incroci tra due pareti perimetrali chiedono tratti di muro pieno di lunghezza non inferiore a un terzo dell'altezza e comunque non inferiore a 1 m, salvo che il comportamento scatolare dell'edificio sia garantito in altro modo. Sono regole di progetto, ma è utile sapere che esistono quando si vede un'apertura nuova troppo vicina a un angolo.

5Le aperture

Sopra ogni porta e ogni finestra ci deve essere un architrave che porti la muratura sovrastante e la scarichi ai lati. Per le murature portanti le Norme tecniche lo scrivono senza eccezioni: «Al di sopra di ogni apertura deve essere realizzato un architrave resistente a flessione efficacemente ammorsato alla muratura». Prima dell'intonaco l'architrave si vede: si controlla che ci sia, che appoggi per un tratto adeguato su entrambi i lati e che non sia stato improvvisato con qualche forato messo di traverso.

Nei tramezzi la regola è la stessa, in piccolo. Il capitolo su come si costruisce un tramezzo spiega come si fanno le porte e perché l'ultima fila sotto il solaio non va serrata.

6Dove si toccano materiali diversi

I punti più delicati di una parete sono quelli in cui cambiano i materiali: il tramezzo in forati che incontra il muro in tufo, la tamponatura che incontra il pilastro o la trave in cemento armato, la chiusura in laterizio di una vecchia apertura in una parete di calcarenite. Ogni materiale si dilata, ritira e assorbe acqua a modo suo, e la linea di contatto è dove l'intonaco si aprirà.

Il rimedio si prepara adesso. Su queste linee si fissa una rete porta intonaco che scavalca il giunto per un tratto su entrambi i lati, e sul calcestruzzo liscio si stende prima un rinzaffo d'aggrappo. Il Prezzario regionale tratta la rete come una voce a sé, SIC24_21.9.8, a 9,84 € al metro quadrato: se il preventivo non la nomina, conviene chiedere se c'è. Nei muri antichi in calcarenite la scelta della malta è altrettanto importante, e il capitolo su calce e cemento spiega perché.

La voce di preventivoTav. 1

SIC24_9.1.1 · unità di misura: m²Intonaco civile per interni, spessore complessivo 2,5 cm

AMateriale
malta bastarda dosata con una quantità da 150 a 200 kg di cemento e 200 kg di calce grassa per m³ di sabbia
BManodopera
rinzaffo da 0,5 cm, secondo strato da 2 cm sestiato e traversato, spigoli e angoli; il Prezzario attribuisce alla manodopera 12,66 € al m², il 52,10% del prezzo
CSmaltimento
non nominato nella voce
DEscluso
correzione di murature fuori piombo oltre lo spessore previsto, rete porta intonaco (voce SIC24_21.9.8), paraspigoli (voci SIC24_9.1.15 e 9.1.16), finitura (voce SIC24_9.1.4), rimozione del vecchio intonaco

Prezzo24,30 € al m²

FontePrezzario unico regionale Sicilia 2024, prorogato fino al 31 dicembre 2026

7Tracce e impianti

Prima dell'intonaco gli impianti sotto traccia devono essere completi e, quando l'impiantista lo prevede, provati: una perdita scoperta dopo la pittura costa una parete. Le tracce devono essere richiuse con malta, ben compattata e a filo del muro, non con schiume o con pezzi di forato incastrati a secco. Le scatole elettriche devono essere murate a piombo e alla profondità giusta per lo spessore dell'intonaco che arriverà.

Nei muri portanti le tracce non sono una scelta libera: la loro posizione, profondità e lunghezza incidono sulla resistenza del muro, e vanno decise con il progetto. In un muro di tufo una traccia lunga e orizzontale taglia proprio la parte che lavora. È il momento giusto per fotografare ogni parete con le tracce aperte, con un metro appoggiato per dare la scala: quelle foto serviranno per anni.

8Il fondo pronto

L'ultimo controllo riguarda la superficie che riceverà l'intonaco. Le sbavature di malta vanno tolte, la polvere spazzolata, le parti incoerenti rimosse. Un fondo molto assorbente, come la calcarenite o un laterizio asciutto, va bagnato prima del rinzaffo, altrimenti beve l'acqua della malta e il primo strato non fa presa. Un fondo liscio e poco assorbente, come il calcestruzzo, va invece reso ruvido o trattato perché l'intonaco aggrappi.

Su una muratura storica di calcarenite il fondo si legge anche per decidere che cosa metterci sopra: se il muro è umido o mostra sali, l'intonaco nuovo non risolverà il problema, come racconta il capitolo sul tufo di Palermo.

9Una lista da portare in cantiere

  • La parete è a piombo, controllata con livella o filo in più punti.
  • La parete è piana: la staggia non mostra pance evidenti.
  • Le file sono orizzontali e i giunti verticali sono sfalsati.
  • I giunti orizzontali sono pieni e di spessore regolare.
  • I muri che si incontrano sono collegati, non soltanto accostati.
  • Sopra ogni porta e finestra c'è un architrave con appoggi su entrambi i lati.
  • Sugli attacchi tra materiali diversi è prevista la rete porta intonaco.
  • Gli impianti sotto traccia sono completi, le tracce richiuse con malta.
  • Le pareti con le tracce aperte sono state fotografate.
  • Il fondo è pulito e, se assorbente, bagnato prima del rinzaffo.