Muratore PalermoManuale del mestiere

Parte secondaTecnicaCapitolo II.5

Il massetto: tipi, spessori, giunti e tempi di asciugatura

Sabbia e cemento, alleggerito, autolivellante o anidrite: spessori minimi, giunti, la regola sui tempi di asciugatura e la misura dell'umidità.

Di Redazione di Muratore PalermoPubblicato il Aggiornato il

In breve

Il massetto è lo strato su cui si posa il pavimento. Il Codice di buona pratica Conpaviper consiglia nelle case almeno 4 cm per i massetti interni non aderenti o galleggianti e almeno 3 cm sopra i tubi radianti, come vuole la UNI EN 1264. La regola di una settimana per centimetro fino a 4 cm è solo una stima: prima di posare legno o ceramica l'umidità va misurata con l'igrometro a carburo secondo la UNI 10329.

1Sottofondo e massetto non sono la stessa cosa

Sotto un pavimento ci sono di solito due strati, e in cantiere vengono spesso chiamati entrambi «massetto». Non lo sono.

Il sottofondo è lo strato inferiore. Copre tubi e cavi, regola le quote del solaio, distribuisce i carichi e, se è alleggerito, isola dal punto di vista termico o acustico. Per decenni non ha avuto una norma; ora ce l'ha, la UNI 11944, pubblicata nel giugno 2024, come ricorda Gianluca Ghirardini su Ingenio nel 2025.

Il massetto sta sopra. Il Codice di buona pratica di Conpaviper, l'associazione italiana di sottofondi, massetti, pavimentazioni e rivestimenti continui, lo definisce come uno o più strati non strutturali posati in cantiere per ottenere un livello determinato, ripartire il carico e ricevere la pavimentazione finale. È lo strato che deve essere piano, resistente e asciutto al momento della posa.

La distinzione conta per una ragione pratica: un sottofondo alleggerito e un massetto con la stessa percentuale di umidità contengono quantità d'acqua molto diverse. Ghirardini fa il conto: il 3% di umidità in un metro cubo di massetto da 1.800 kg corrisponde a 54 litri d'acqua, in un metro cubo di sottofondo superleggero da 200 kg a 6 litri.

2I tipi di massetto

Sabbia e cemento

È il massetto della tradizione: sabbia, cemento e poca acqua, un impasto semiasciutto, «a terra umida», steso, battuto, tirato con la staggia sulle guide e frattazzato. Il prezzario regionale siciliano descrive una versione in conglomerato cementizio di classe C16/20, di spessore da 4 a 6 cm (voce SIC24_5.1.10). È economico e conosciuto da tutti; richiede però tempo per asciugare e una buona esecuzione, perché un impasto troppo bagnato ritira e fessura, uno troppo secco o poco compattato resta friabile in superficie.

Alleggerito

Contiene argilla espansa, polistirolo in perle o è fatto di calcestruzzo cellulare. Pesa poco, isola e riempie spessori grandi senza caricare il solaio. Il prezzario regionale descrive un massetto isolante con 0,80 m³ di argilla espansa (voce SIC24_5.1.11). Nella grande maggioranza dei casi lavora come sottofondo: non ha la resistenza superficiale per ricevere direttamente un pavimento incollato e va coperto da un massetto vero e proprio.

Autolivellante

È fluido, si pompa e si livella quasi da solo, e può essere a base di cemento o di solfato di calcio. Permette spessori ridotti e superfici molto piane, ma è meno tollerante verso le variazioni di spessore: il Codice Conpaviper, che per i massetti semiasciutti ammette variazioni inferiori a 3 cm o a un quinto dello spessore, per gli autolivellanti chiede variazioni ancora più contenute.

Anidrite

Scheda del materiale · capitolo II.5, campione 1

Massetto a base di anidrite (solfato di calcio)

1Che cos'è
massetto, di solito fluido e autolivellante, in cui il legante è solfato di calcio anidro invece del cemento; nella sigla della norma UNI EN 13813 è indicato con CA, mentre il cementizio è CT
2Da dove viene
dal solfato di calcio, lo stesso minerale del gesso, nella forma priva di acqua; arriva in cantiere come prodotto industriale premiscelato, con la sua scheda tecnica e la sigla di classificazione
3Dove va usato
ambienti interni asciutti, in particolare sopra i pannelli del riscaldamento a pavimento, perché avvolge bene i tubi e ritira poco
4Dove è sbagliato
esterni, locali con acqua stagnante o umidità persistente, a contatto con malte cementizie fresche senza separazione; e ovunque non si possa aspettare che scenda a un'umidità residua molto bassa

Premiscelati a rapida asciugatura

Sono malte in sacco con leganti speciali che legano rapidamente buona parte dell'acqua d'impasto. Il prezzario regionale ne descrive uno adatto a pavimenti in legno «che potranno essere posate dopo 4 giorni dall'esecuzione», di spessore medio 2 cm, classificato «Ct-C30-F6-A1 secondo Normativa EN 13813» (voce SIC24_5.1.25). La sigla si legge così: CT, massetto cementizio; C30, classe di resistenza a compressione di 30 N/mm²; F6, classe di resistenza a flessione di 6 N/mm²; A1, classe di reazione al fuoco. I tempi brevi valgono per quel prodotto e nelle condizioni della sua scheda tecnica, non per un massetto tradizionale.

3Gli spessori

Il Codice di buona pratica Conpaviper, per gli usi residenziali senza prescrizioni speciali, consiglia questi spessori minimi:

Tipo di massetto Spessore minimo consigliato
Interno non aderente più di 4 cm
Interno galleggiante, cioè su strato isolante più di 4 cm
Esterno più di 5 cm
Sopra i tubi del riscaldamento a pavimento almeno 3 cm

Il valore per i pavimenti radianti viene dalla UNI EN 1264, la norma sui sistemi radianti ad acqua. Clara Peretti, su Ingenio nel 2021, ne riporta il testo: lo spessore nominale sopra i tubi deve essere almeno tre volte la dimensione massima dell'aggregato e comunque non meno di 30 mm per un normale massetto cementizio; massetti speciali possono stare sotto, secondo le indicazioni del produttore.

Lo spessore va scelto anche in base al sottofondo. Un massetto posato su uno strato comprimibile, come un isolante, lavora a flessione e deve essere più spesso di uno posato su un supporto rigido. I massetti molto sottili si fanno aderenti al supporto, con un ponte di aggancio, oppure con prodotti specifici.

4I giunti

Un massetto si muove: ritira mentre asciuga e si dilata con il calore, soprattutto se riscaldato. I giunti servono a decidere dove si muove.

Giunto perimetrale. Una striscia comprimibile lungo tutte le pareti, i pilastri e le soglie separa il massetto dalle strutture verticali. Il prezzario regionale, nella voce dei pavimenti radianti, prevede un isolante perimetrale in rotoli «per permettere la dilatazione del massetto». Senza questo giunto il massetto spinge contro i muri, e il pavimento si solleva o si crepa ai bordi.

Giunti di frazionamento. Tagli o profili che dividono il massetto in campi più piccoli e regolari, per far fessurare il materiale dove si vuole. Il Codice Conpaviper spiega che le fessure nascono dove il ritiro è impedito: soglie, pilastri, spigoli, variazioni di spessore del sottofondo, geometrie complesse. Sono i punti dove pensare ai giunti.

Giunti strutturali. Se l'edificio ha un giunto strutturale, il massetto e il pavimento lo devono rispettare, senza eccezioni.

Le fessure che si formano comunque, se ritenute dannose, si sigillano in modo rigido con resine, a massetto maturato e, nei massetti riscaldati, dopo il ciclo di accensione, poco prima della posa del rivestimento.

5Quanto tempo per asciugare: la regola e i suoi limiti

La regola che tutti citano è nel Codice Conpaviper, che la presenta come «regola di buona pratica» per i massetti semiasciutti non a rapida essiccazione: una settimana di «buona stagione», cioè circa 20 °C e 60% di umidità relativa, per ogni centimetro di spessore per i primi quattro centimetri, e altre due settimane per centimetro oltre, fino a 8 cm. Un massetto tradizionale di 5 cm, a quelle condizioni, richiede quindi circa sei settimane.

È una regola, non una misura, e lo stesso Codice lo dice: la stima dei tempi di asciugatura è necessariamente approssimativa, perché dipende dall'ambiente, dalla miscela, dallo spessore, dalla finitura superficiale e dalla quantità d'acqua e di legante. Il motivo fisico è semplice. L'acqua esce solo dalla superficie, quindi quella degli strati profondi deve prima risalire: per questo oltre i 4 cm ogni centimetro costa il doppio. A Palermo un massetto gettato a giugno in una casa aperta asciuga in modo molto diverso da uno gettato a gennaio in un appartamento chiuso. Una barriera al vapore sotto, necessaria in certi casi, impedisce l'uscita verso il basso e allunga i tempi.

6Misurare prima di posare

La norma è la UNI 10329, «Massetti per pavimentazioni, metodi di misurazione», in vigore dal 26 luglio 2018. Paolo Rettondini, su Ingenio nel 2020, ne riassume i contenuti. I metodi diretti, da usare anche in caso di contenzioso, sono due: l'igrometro a carburo di calcio, che fa reagire l'acqua del campione e ne legge la pressione, e la pesata con essiccazione in stufa a 110 °C, che non si applica ai massetti in solfato di calcio. Il campione si preleva con martello e scalpello su tutto lo spessore, almeno 50 per 50 mm, usando i frammenti sotto la parte superficiale e scartando gli aggregati sopra i 4 mm; per il carburo servono, dove possibile, 50 grammi per i massetti cementizi e 100 per quelli in anidrite. Gli igrometri elettrici o capacitivi servono a trovare le zone più umide, dove poi campionare.

I limiti di riferimento dipendono dal rivestimento e dal legante. Ghirardini, nel 2025, riporta i valori consolidati per i massetti: meno del 2,0% per legno, resilienti e laminati, meno del 3,0% per ceramica e pietra naturale, valori più bassi per i massetti riscaldanti e per quelli in anidrite. Per i massetti riscaldanti il Codice Conpaviper precisa le soglie, da misurare a impianto spento da 3-5 giorni dopo il ciclo di accensione:

Rivestimento Massetto cementizio Massetto in anidrite
Legno meno dell'1,7% 0,2%
Ceramica 3% 0,5%

Il Codice ricorda anche di chi è il compito: verificare l'umidità prima della posa spetta al posatore del rivestimento. Chi riceve il pavimento ha diritto di chiedere il referto della misura.

7Quota e planarità

Il Codice Conpaviper fissa anche le tolleranze. Per la quota: più o meno 2 mm rispetto a un punto di riferimento stabilito, oppure 2 mm per ogni metro di distanza da esso. Per la planarità: un regolo di 2 metri appoggiato su due spessori di 3 mm alle estremità, con una tolleranza di 3 mm, ripetendo la prova in 5 posizioni ogni 36 m². Sono controlli che si possono fare prima della posa, con il posatore presente.

8La voce di preventivo

La voce di preventivoTav. 1

SIC24_5.1.10, punto 1 · unità di misura: m²Massetto di sottofondo per pavimenti in conglomerato cementizio C16/20, spessore da 4 a 6 cm, all'interno

AMateriale
conglomerato cementizio di classe C16/20, consistenza S4 o S5, additivi aeranti
BManodopera
tiro in alto, carico, trasporto e scarico, stesa e livellatura, a qualsiasi altezza
CSmaltimento
non descritto nella voce, che comprende «ogni onere e magistero»; chiedete dove finiscono residui e acque di lavaggio
DEscluso
non nominati nella voce e quindi da verificare a parte: striscia perimetrale, eventuale rete, tagli dei giunti, barriera al vapore, misura dell'umidità prima della posa

Prezzo21,71 € al m², di cui 40,72% di incidenza della manodopera

FontePrezzario unico regionale per i lavori pubblici in Sicilia 2024, prorogato al 31 dicembre 2026. Prezzo per opere pubbliche, con spese generali e utile d'impresa compresi

Una voce come questa dice che cosa si getta, non come lo si protegge. Giunti e striscia perimetrale sono pochi euro nel conto complessivo e molte delle crepe che si vedono dopo. Il metodo per leggere una riga di preventivo in questo modo è spiegato nel capitolo sulla voce di preventivo smontata.

Due rimandi utili. Se il massetto è al piano terra di un edificio antico, l'acqua può non venire dall'impasto ma dal terreno: il capitolo sull'umidità di risalita nei muri spiega come riconoscerla. E sul comportamento dei leganti, cemento e calce, vale quanto scritto nel capitolo su calce o cemento nella malta.